Un ginepro come maestro di yoga

Il lavoro di consapevolezza con il corpo porta ad una maggiore connessione con la natura


Cosa c’entra lo yoga con la forest bathing?

Lo yoga è una disciplina prevista nella maggior parte dei programmi di forest bathing a livello mondiale, e questo per ovvi motivi, perché, oltre ad essere estremamente benefica per corpo e mente, possiede nelle sue specificità legate al focus respiratorio e ai movimenti armonici, rispettosi della fisiologia umana, le caratteristiche perfette per sviluppare l’esperienza del bagno di foresta.

Praticare yoga in mezzo alla natura e gli alberi inoltre, è una straordinaria occasione, oltre che per sentire in maniera amplificata gli effetti positivi dell’ambiente circostante, anche per provare ad entrare in contatto attraverso il corpo fisico, e le sue strutture sottili, con l’intelligenza suprema della Grande Madre, la forza degli elementi e delle piante, i loro insegnamenti e la loro “voce”.

Con lo sviluppo di una chiara visione consapevole che deriva dalle sequenze yoga, nel tempo, siamo aiutati ed agevolati a sentire e capire linguaggi che passano attraverso altri metodi di decodificazione, o a riconoscere in noi le stesse caratteristiche, di portamento, postura, atteggiamento o di altra natura estetica, che vediamo in un albero, una montagna o un fiume, in quel famoso gioco di specchi, uno dei tanti indizi che ci indicano che non c’è separazione tra noi e la natura.

Nelle asana si muovono e spostano energie che possono captare quelle della natura o amplificarle, si crea così un modo, e una straordinaria occasione, per sentire e comunicare con regni diversi, come quello vegetale o minerale.

Il nostro organismo, composto degli stessi elementi presenti in natura, è biologicamente programmato per vivere nella natura e da essa può trarre continui insegnamenti per la salute fisica, psicologica e spirituale o semplicemente può sentirla di nuovo affianco a sé, come un’alleata, così come sempre è avvenuto nella sua evoluzione.

Nella mia vita, fino ad oggi, non ho mai potuto seguire maestri di yoga o guide spirituali in carne ed ossa, e solo in natura, nelle sue molteplici espressioni, che ho trovato le più originali forme di ispirazione sia per il percorso yogico che di ricerca spirituale.

Ed è lì che un giorno ho trovato il mio insegnante di yoga ideale.

Simbolo perfetto di resilienza, in equilibrio nonostante tutto, nella tipica rotazione del tronco, ho trovato nell’albero di Ginepro selvatico la fonte di ispirazione ideale per approfondire le posizioni yoga di torsione, fra tutte le asana le più tipiche e caratteristiche.

Nell’esemplare della foto ho visto da subito l’asana del triangolo ruotato, in sanscrito Parivrtta Trikona Asana (Parivrtta ruotato, Trikona triangolo, Asana posizione).

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Foto ginepro di Giorgia Cogoni – Foto asana yoga presa dal Web

Il dinamismo presente in questo tronco, o ciò che ne rimane, ci mostra il flusso di energia della postura, una di radicamento nel terreno con le gambe, e un’energia, o prana, che viene indirizzata verso l’alto con il braccio, il tutto tenuto insieme nella ricerca di un bilanciamento.

La colonna vertebrale parallela al pavimento che ruota verso sinistra, con il braccio destro che scende in posizione perpendicolare e la gamba anteriore creano esattamente la stessa posizione del Ginepro.

Nell’asana è presente la simbologia del numero 3, collegato al movimento della vita, alla trinità e all’unione delle tre vibrazioni che governano l’Universo: l’inerzia, l’azione e l’armonia.

La colonna assicura la connessione e fa da ponte tra le 3 cavità (cranio, torace e bacino), i 3 livelli (terra, uomo, cielo), connettendo ciò che è sacro (= separato, riservato, con riferimento all’osso sacro) con l’alto da cui esso proviene (simboleggiato dalla scatola cranica).

Il rachide  viene raffigurato fin dall’antichità come albero della vita, esso ci unisce e ci fa comunicare con il cielo e la terra. 

Per le popolazioni indù la colonna corrisponde al bastone di Bramha dove avviene la risalita dell’energia Kundalini, ossia l’energia divina che risiede nel nostro corpo.

Le curve della colonna, come un serpente, ci ricordano che la vita è movimento e il movimento dell’esperienza non è lineare, retto, ma si adegua ai vuoti e ai pieni.

Nella posizione del triangolo, la colonna, il “ponte”, è parallela alla terra, orizzontale e ruotata, quindi è elemento di connessione, ma anche supporto e sostegno, cioè da sola sorregge tutto l’asse verticale dalla Terra al Cielo.

Unire forze contrapposte è quindi il messaggio intrinseco, un’abilità utile da coltivare e praticare nella nostra vita.

Noi esseri umani facciamo un’esperienza di dualità, di divisione, ma tale esperienza è solo un’illusione poichè non esiste reale separazione tra noi e gli altri, tra noi e tutto ciò che esiste, è la nostra mente che ce lo fa credere ogni giorno della nostra esistenza.

Dobbiamo trascendere questa concezione errata, siamo tutti in connessione gli uni agli altri e con l’universo intero.

Questo pensiero errato di separazione si riflette anche nelle scelte di vita più elementari, spesso siamo portati a dover trovare un bilanciamento tra due desideri contrastanti come trovare l’amore e mantenere l’indipendenza, o dedicarci alla carriera e trovare il tempo per la famiglia.

Come il ginepro nella foto, in equilibrio in un terreno tutt’altro che comodo, dobbiamo sviluppare la capacità di trovare la comodità nella scomodità, il bene nel male.

Lo yoga ci aiuta in questo, yoga significa unione (con il divino), incoraggia la ricerca dell’equilibrio fra corpo, mente, e spirito, i tre aspetti che compongono il nostro essere: fisico, mentale ed energetico.

Il vento che plasma le essenze dei ginepri è proprio come lo yoga sui nostri corpi, più in generale sulle nostre esistenze, a livello fisico plasma la nostra muscolatura aumentandone l’elasticità, e, di riflesso, più siamo elastici nel corpo più lo siamo nelle nostre menti.

Durante la pratica yoga il corpo memorizza informazioni, le informazioni intrinseche di quella specifica asana.

Ogni posizione lavora su un determinato aspetto, contiene una filosofia, un insegnamento, che il corpo registra con l’andare del tempo, anche se a livello cosciente non ce ne rendiamo conto, sopratutto all’inizio del percorso yoga.

ASANA – INFORMAZIONE/FILOSOFIA – REGISTRAZIONE NEL CORPO – CAMBIAMENTO

La nostra vita è registrata nel nostro corpo, attraverso lo yoga sciogliamo i nodi, le tensioni accumulate causate da esperienze psicologiche, di vita vissuta, e ne memorizziamo di nuove, più equilibrate ed armoniche, più in linea con la naturalezza delle cose.

Gli alberi rimangono intatti se tu te ne vai. Ma tu no, qualora se ne vadano loro.
(Markku Envall)

 

 

Autore: Rossella

Ricercatrice spirituale, appassionata di shinrin-yoku, meditazione, yoga e natura, approfondisco queste discipline nella mia terra, la Sardegna, terra antica e sacra.

2 pensieri riguardo “Un ginepro come maestro di yoga”

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